ALFREDO MILANI

 

GRIDA DI TERRA

 

Inaugurazione sabato 29 novembre 2014 alle ore 18.00

 

La mostra rimarrà aperta fino a mercoledì 14 gennaio 2015,

 

dalle 17 alle 20 dal martedì al sabato, oppure su appuntamento.

 

Catalogo in galleria.

 

Testo critico di Paola Pallottino

 

La lepre marzolina, 42x36, h.40, 2014, terracotta policroma e acrilico

 

 

Un fragore assordante avvolge i personaggi in terracotta di Alfredo Milani. Sottratti al grande serbatoio del mito e della narrazione, modellati a ruvidi colpi di stecca e dipinti in rossi fiammeggianti o in verdazzurri acidi e grigi, in precario equilibrio fra vita e non vita: contro quale divinità imprecano i protagonisti di questa Granfiaba?

Quale diversa esistenza reclamano le loro grida di terra?

E se l’alterco fra Alice e il gatto del Cheshire raggiunge il diapason in un fragoroso miagolio che satura minacciosamente la scena, la regina di cuori si ostina perdutamente a urlare ordini incomprensibili alle carte da giuoco che, prive di voce, giacciono sparpagliate e dolenti nel rumoroso silenzio del bruco dal volto impenetrabile, eretto come un idolo preistorico, e in quello ancora più fragoroso di Humpty Dumpty che a labbra serrate fa ciondolare le gambe al sommo di un muretto.

E mentre avanza la carrozza guidata dal can-barbone Medoro in livrea, si accalcano le presenze di un Don Chisciotte a cavallo di Ronzinante, di un Figaro dall’affilato rasoio e di un Pulcinella che gorgheggia stornelli a gola spiegata, la narrazione si fa sempre più incalzante con l’entrata in scena di Pinocchio.

A cavalcioni del Pesce-cane insieme a Geppetto, o di un immenso Colombo piumato, mutato in ciuchino fra la costernazione di un Augusto e un Clown Bianco che scrutano impotenti la sua trasformazione, a scandire le avventure di Pinocchio concorrono le apparizioni di fatine urlanti, giudici gorilla, mastini gendarmi, conigli neri, Civette e Corvi dottori, fino all’albero sinistramente antropomorfo che ne ospiterà l’impiccagione.

Così, attraverso una scultura aspra e visionaria, la Granfiaba di Alfredo Milani secerne malignamente gli amari succhi di una visione pessimista e mai consolatoria di quello specchio della realtà costituito dal mondo della fantasia, pietrificandolo per sempre.

Paola Pallottino

 

ALFREDO  MILANI, nasce a Milano e frequenta il liceo artistico prima di trasferirsi a Bologna dove consegue il diploma di decorazione presso l’Accademia di Belle Arti. 

Con una tesi sulla zoologia fantastica, nella quale ridisegna un mondo di creature da lui inventato.  Sostenuto dal pedagogista Marco Dall’Ara e dalla allora professoressa di storia dell’arte Silvia Evangelisti poi direttrice de Arte Fiera.

Collabora come sceneggiatore per autori del Fumetto.

Conduce laboratori artistici per minori, in scuole e per conto dell’ASUL coniugando il mondo della disabilità al linguaggio creativo-artistico. 

É sostenuto da testi critici della Prof. Paola Pallottino e del Prof. Antonio Faeti, esperti dell’Illustrazione per l’infanzia e produce le sue creature in materiali arcaici come la creta o moderni come la plastica, attingendo dalla serialità e riconvertendo ad opera artistica.

 

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