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POSTMACHINA 2018

a cura di PostMachina Group

Inaugurazione sabato 3 novembre 2018 alle ore 18.00.

GALLERIA B4, Via Vinazzetti 4/b (zona universitaria), Bologna.

La mostra rimarrà aperta fino a martedì 20 novembre 2018.

Dalle 17.00 alle 20.00 dal martedì al sabato oppure su appuntamento, ingresso libero.

 

Marina Arlotta, Fabio Belletti, Anna Banana, Marco Bucchieri, Gianni Castagnoli, Piermario Ciani, GMM – Giovanotti Mondani Meccanici,

 Pati Hill, Joseph Kadar,  Valeria Melandri, Bruno Munari, Albert Pepermans, Luca Pizzorno, Lieve Prins, Daniele Sasson, Giacomo Spazio,

Stefano Tamburini, Jean Teulé, Gianluigi Toccafondo, Mauro Trebbi, Pierluigi Vannozzi, Joerg Wiebeck.

 

Questa mostra, nell’80° anniversario dell’invenzione della “Fotocopiatrice” da parte di Chester Floyd Carlson, vuol essere un omaggio alla Copy Art con opere dei pionieri/teorici di questa tecnica, assieme a numerosi autori di seconda e terza generazione.

Catalogo in galleria. Testo critico di Beatriz Escribano Belmar

Presentazione del Catalogo della mostra lunedì 5 novembre 2018, alle ore 17,00, presso l'Aula Magna dell'Accademia delle  Belle Arti, Via delle Belle Arti, 54, Bologna, alla presenza dei Curatori (PostMachina Group), dei Professori Carlo Branzaglia, Stefano Scheda ed Enrico Fornaroli (Direttore dell'Accademia) e di Lorenzo Balbi, Direttore del  MAMbo (Museo di Arte Moderna di Bologna)

www.postmachinagroup.com

ALESSANDRO  LIOTTA  –  VOLTI

Inaugurazione giovedì 13 settembre 2018 alle ore 18.

GALLERIA B4, Via Vinazzetti 4/b (zona universitaria) Bologna.

Fino al 24 ottobre, mar-sab, 17-20, oppure su appuntamento, ingresso libero.

 

Alessandro Liotta è un ragazzo robusto e sempre sorridente, dotato di una simpatia naturale e con un atteggiamento positivo ed entusiasta nei confronti del mondo, o almeno di quel mondo che lo circonda da vicino e nel quale ha tessuto la rete delle proprie relazioni; romagnolo di origini siciliane, che fa confluire dentro di sé il sole e l’apertura di queste due bellissime regioni d’Italia.

Questi quadri dove sono dipinte figure che con Liotta sembrano non avere niente in comune. Figure che guardano con grandi occhi sbarrati un mondo che non capiscono più. Occhi stupitissimi di quanto accade intorno a loro, dipinti con la stessa velocità e voracità del tratto con cui cambia il mondo davanti ad essi.                                   Giovanni Barberini

Alessandro Liotta è nato a Faenza il 25 Dicembre del 1965, autodidatta, vive e lavora a Bagnacavallo (Ra).

Aspettando la primavera, 90x80, smalti acrilici all’acqua su tela, 2017.

SPESSORI  DI  LUCE

Emiliano Barbieri, Paola Luciani, Davide Manti,

Lodovico Pignatti Morano, Pierluigi Vannozzi, Luigi Vigliotti

 

Inaugurazione giovedì 5 luglio alle ore 18. GALLERIA B4, Via Vinazzetti 4/b (zona universitaria) Bologna.

Fino a venerdì 27 luglio, mar-ven, 17-20, oppure su appuntamento, ingresso libero.

 

“Si dice sovente che a inventare la Fotografia (trasmettendone l’inquadratura, la prospettiva albertiana e l’ottica della camera obscura) siano stati i pittori. Io invece dico: sono stati i chimici. […] è stato possibile dal giorno in cui una circostanza scientifica (la scoperta della sensibilità alla luce degli alogenuri d’argento) ha permesso di captare e di fissare direttamente i raggi luminosi emessi da un oggetto variamente illuminato”. Così scriveva Roland Barthes nel saggio del 1935, “La camera chiara”, sottolineando quale elemento imprescindibile e fondamentale per l’esistenza stessa della fotografia la luce; che ne conferma anche la propria radice etimologica di “scrittura con la luce”.

La luce, come tutte le onde elettromagnetiche, interagisce con la materia. Il raggio luminoso, colpendo un oggetto, lo proietta nello spazio e lo rende visibile. L’azione fotografica altro non è che il risultato dell’imprimersi di questa proiezione, data dall’azione della luce su un oggetto, su determinate sostanze chimiche; una sorta di rivelazione chimica dell’oggetto.

Il fotografo impone la sua volontà sulla luce dandole forma e rendendola eterna.

La fotografia, porta in sé anche uno spessore implicito di testimonianza, di assenza, di scelta di composizione e, le sue componenti essenziali quali la luce e il tempo, rendono eterno l’oggetto dell’indagine fotografica.           Angelo Russo  


 

 

 

ENZO SBARRA  –  BACK TO BLACK

A cura di Marco Testa

Inaugurazione giovedì 24 maggio 2018 alle ore 18

GALLERIA B4, Via Vinazzetti 4/b (zona universitaria) Bologna.

Fino al venerdì 29 giugno, mar-sab, 17-20, oppure su appuntamento ingresso libero.

Enzo Sbarra è il fotografo che ha immortalato Herman Nitch, massimo esponente dell’azionismo viennese, ha ritratto Marina Abramović e Gina Pane, ha elaborato negli anni le proprie immagini in forma quasi ossessiva creandone icone della memoria cittadina. Così è stato per Alma Mater a Bologna, che Sbarra è giunto a smaterializzare come immagine concettuale dietro una codifica a Base 64, con l’opera Alma Mater in recessu viridi.

Back to Black è la mostra in cui l’artista ripercorre un suo lontano lavoro sulla natura che è memore degli studi sulle nature morte seicentesche napoletane come quelle svolti da Giacomo, Giovanni Battista e Giuseppe Recco. Da quelle antiche immagini, oggi Enzo Sbarra fa emergere il “vero” dall’oscurità in una forma intima e sussurrata. I quadri sono foto impresse nella memoria, opere classiche che svelano nella tecnica la loro contemporaneità proprio per quell’essere e non essere, quasi archetipi di un rapporto con la Natura che l’uomo ha perduto. Sono residui di una condivisione smarrita, dove l’unica traccia animale è solo una pelle svuotata.

Nei lavori di Sbarra non c’è alcuna volontà di rappresentare qualcos’altro, di ricomporre forme manieriste all’Arcimboldo. Le opere di Enzo Sbarra invitano a riscoprire gli intensi profumi di una natura morta quotidiana, dove si sono spente le luci e il silenzio frastorna, favorendo un nuovo recondito dialogo con la Natura.                                                                                             Marco Testa

 

 “SB 2386”, 95x150, tecnica mista su fotografia, 2017


 

 

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