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ROMANA MARZADURI - CONFINI VISIBILI

Inaugurazione sabato 2 marzo 2019 alle ore 18.

GALLERIA B4, Via Vinazzetti 4/b (zona universitaria) Bologna.

Fino al 30 marzo, mar-sab, 17-20, oppure su appuntamento, ingresso libero.

Neve, 60 x 60, acrilico su tela, 2018.

I ‘Confini Visibili’ tracciati dall’artista Romana Marzaduri sono la metafora di un non luogo per antonomasia, dimensione spuria in cui Ella determina una narrazione che si avvale di una mise en abyme complessa e, al contempo, sorprendente. In cosa, dunque, tali ‘confini’ delineano la propria verità? Nella codificazione di una nuova geografia concettuale, che travalica lo spazio ed il tempo, il reale e l’immaginifico, per acquisire una concretezza altera.

Le opere di Romana Marzaduri, pittrice bolognese con un passato da designer, grafica e stilista di moda, indagano un  universo complesso, stupefacente e perturbante, sospeso tra paesaggi urbani, metropolitani – spesso New York è protagonista dei suoi dipinti – ed una metafisica ontologica. Se, invero, ad una prima fulgida osservazione, l’astante si troverà dinanzi a storie del quotidiano in cui l’elemento umano vive e si muove, d’un tratto, qualcosa attirerà, stupendo: personaggi del mondo Disney e Looney Tunes entrano a pieno titolo nella dimensione dipinta dalla Marzaduri, trasformandosi, però, in persone, non più in personaggi.

Questa traduzione, che diventa una sublimazione semantica, caratterizzazione semiotica in grado di spostare e sfalsare le strutture relazionali tra il già noto e la sua rappresentazione, riporta in auge il concetto di icona, immersa, tuttavia, nella dimensione contemporanea ed extrastorica.  Ciò che la pittura dall’artista trasla, si rianima di tutta una serie di istanze che giungono dal ‘Realismo Magico’, appiglio mediante cui la realtà è invitata a rimettersi in discussione. Ecco, dunque, che, nelle sue opere si affastellano, secondo un pacato ritmo, storie e relazioni, situazioni, luoghi ed immagini dalla identità plurima, aperte ad una lettura interpretativa in grado di meravigliarsi, essa stessa, di volta in volta. Nelle scene, dal taglio fotografico, determinate da Romana Marzaduri, ogni prospettiva si inverte, in una seconda fase; d’improvviso, ad esempio, apparirà una candida Biancaneve dalle sembianze di Marilyn Monroe nella famigerata scena con l’abito bianco fluttuante di Quando la moglie è in vacanza, oppure uno dei Tre Porcellini, ritratto in un taxi, di notte, in un trasognato rimando a certa cinematografia orientale, od anche Pippo, il quale, finalmente, può uscire dal ruolo scanzonato e combina guai per assumere quello di amatore, e così è anche per Minnie, Paperino, Bugs Bunny e persino Pinocchio, forse qui affiliato della malavita, in un ritratto gaudente e poco distante da un’auto in fiamme.

Tutto quello che conoscevamo, o credevamo di conoscere di taluni personaggi, appartenenti alla fantasia ed alla memoria di ognuno di noi, inaspettatamente, muta, destabilizzando le nostre certezze, controverte le icone della nostra infanzia, le chiama fuori dai mondi fatati della fantasia da cartoons per immergerle, a pieno titolo, nell’universo mondano. Appaiono in quelli che sembrano scatti fotografici dei nostri giorni, in luoghi in cui potrebbe capitare di imbattervisi.

Un simile straniamento, si missa, peraltro, con una trattazione della materia che l’artista pone come quid duplice nella propria ricerca. Il pigmento, cui è affidata la traduzione semiotica di quel rapporto avviato tra titolazioni ed immagini, ricorre ad una grammatica che sfiora l’iperrealismo senza diventare esercizio di stile, ma proponendo una fascinazione che esprime fedeltà al dato oggettivo, di cui, la percezione, si fa latrice. Allo scintillio del metallo di alcuni oggetti segue la lucidità della plastica delle ‘bambole’ e dei personaggi che, in un certo qual modo, si distinguono dagli umani tout court, nonostante ne abbiano, poi, assunto ruoli e connotati sociali, modus vivendi e persino lo stile adatto alle situazioni prescelte.

Le opere presentate nella mostra ‘Confini Visibili’ vivono entro un intrigante ossimoro di ordine ontologico, propongono al pubblico di addentrarsi in una atmosfera onirica, contraddistinta da una palette cromatica da toni ramati, attuando una visione d’antan, limbica, perturbante, arricchita da baluginii luminosi - quasi volessero sottolineare la straordinarietà di talune situazioni od accadimenti - mentre le pennellate scorrono, creando un parallelismo dal taglio fotocinematografico. I dipinti sostanziano suggestive emozioni, afferenti alla drammaturgia dei soggetti e alle sensazioni dei fruitori, mentre ombre e luci, riflessi e composizioni note, compartecipano ad una nuova costruzione fenomenica. Lo spazio delle tele riunisce e reca con sé una molteplicità di elementi e relazioni che si interpolano in un dialogo tra sfera pittorica e universo oggettivo, entro una trama tessuta da dettagli, peculiarità ed invenzioni del tutto originali.

Lo stupore fa sì che qualcosa d’altro, di inusitato, giunga ad una sublimazione, quasi magica; i personaggi noti divengono persone, in un passaggio che affonda le radici in una ricerca dal carattere antropologico, mentre il colloquio che si apre tra Romana Marzaduri ed il suo pubblico pone in atto quel che chiamo ‘il gioco serio dell’arte’, nel quale il rebus intellettivo plana nell’interscambio tra le parti, involgendo l’osservatore ad invertire sensibilmente i propri assunti, nella costruzione di insolite e possibili visioni metareali.      Azzurra Immediato


 

 

 

 

LICHTGEIST

( LO SPIRITO DELLA LUCE - FOTOGRAFIA )

STEFANO ASPIRANTI, DAVIDE CONTI, LODOVICO PIGNATTI MORANO, ENZO SBARRA,

PIERLUIGI VANNOZZI, LUIGI VIGLIOTTI

Inaugurazione sabato 26 gennaio 2019 alle ore 18.

Fino a giovedì 28 febbraio, mar - sab, 17 - 20.

Oppure su appuntamento, ingresso libero.


 

 

 

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